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| <<U na delle poche, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal.>> Ma anche la certezza del proprio nome dovrà svanire ben presto nella vita del bibliotecario Mattia Pascal. A lui il caso ha dato una clamorosa possibilità: rinascere, azzerrare il proprio passato e ricominciare una nuova vita. Moglie, suocera e amici lo riconoscono nel vadavere di un suicidia e lo credono morto. Ricco, grazie a una vincita al gioco, può rifarsi una nuova vita e inventarsi il ruolo di Adriano Meis. Ma la libertà appena acquisita è in realtà una ferrea prigione: non è nessuno, non esiste, non ha una realtà sociale, è un <<forestiere della vita>>. Nemmeno l'amore che prova per la dolce Adriana può aiutarlo (come può sposarsi?). L'unica risoluzione è morire di nuovo: uccidere Adriano a far rinascere Mattia. La sua nuova identità ora è quella del fu Mattia Pascal: un morto-vivo che non può riprendere la vita di prima (la moglie si è risposata) e a cui non resta che ritornare bibliotecario in un paese dove nessuno legge e andare a far visita di tanto in tanto alla propria tomba. Il romanzo, pubblicato nel 1904, scandaglia, anche umoristicamente, la realtà piccolo-borghese ed evidenzia l'impossibilità per l'uomo di essere totalmente artefice del proprio destino.Citazione da Oscar Mondadori - Classici Moderni L'ho letto tutto, e mi è piaciuto veramente molto! Ha un modo di scrivere che fa diventare pazzi, e in senso positivo intendo. Per Bacco, quella dolce Adriana, le emozioni del Meis, il non poter far niente perchè non si è nessuno,...ah! Bello, bello, bello! Ve lo consiglio! |
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